La preziosa quotidianità con un neonato

 

Quando arriva un bebè le giornate cambiano e diventano un susseguirsi di nuovi bisogni e abitudini che pian piano trovano un equilibrio. Anche se il tempo ora ha un significato diverso da prima, è possibile trovare un ritmo, una quotidianità rispettosa dei bisogni del bambino ma anche di quelli dei genitori e riuscire a vivere con serenità l’inizio di questa meravigliosa avventura.

La routine di un bambino piccolo è molto diversa da quella di un adulto: i pasti sono ravvicinati, così come i pisolini e i momenti riservati al cambio. Si può avere la sensazione di vivere più giornate in una e di non fermarsi mai. Tutto cambia di giorno in giorno, di settimana in settimana, di mese in mese, ma anche nella confusione dei primi tempi ci sono alcuni accorgimenti che possono fare davvero la differenza, semplificando la quotidianità per tutta la famiglia.  

Uscire

Anche se sembra difficile riuscire ad organizzare sé stessi, il bambino e tutte le cose di cui ha bisogno, uscire di casa è un toccasana sia per i genitori che per il bebè. Magari non sarà possibile uscire sempre alla stessa ora, ma una passeggiata mattutina o pomeridiana può dare ritmo alla giornata, aiutare a prendere coraggio nella gestione degli imprevisti e diventare un momento veramente bello da godere anche in compagnia.

Scrivere

I tanti pasti che un neonato consuma durante il giorno, le pipì, le popò, i pisolini…non è facile occuparsi dei bisogni di un’altra persona, né tanto meno ricordarsi tutto e riuscire a condividere le informazioni con le altre persone che si occupano del bebè; ecco perché si può ricorrere alla scrittura. Uno strumento utile ai neo-genitori per prendere nota delle attività quotidiane è il Diario della preziosa quotidianità: un quaderno con tabelle, pagine di incoraggiamento e le risposte ai dubbi più comuni nelle prime settimane da genitori, disponibile in pre-ordine nel nostro shop.

Condividere

Durante i primi mesi spesso sono le mamme a passare la maggior parte della giornata insieme al loro bambino/bambina. Raccontare quello che succede al papà è un modo per coinvolgerlo e tenerlo aggiornato, ma anche parlarne con degli amici, con i famigliari o frequentare incontri per neo-mamme può essere un’ottima idea per confrontarsi e, perché no, sentirsi meno sole. In questo periodo è bene concentrarsi sulla cura del proprio bebè, ma l’interazione con un bambino piccolo è molto diversa da quella tra adulti: è possibile sentire la mancanza delle conversazioni che prima erano la normalità, perciò condividere l’esperienza con altri adulti può essere davvero molto importante.

Trovare tempo per sé

Nelle prime settimane da genitore è difficile trovare spazio per qualcosa che non riguardi il bebè.  Soprattutto se le energie sono tutte dedicate al bambino, però, è importante concedersi dei momenti in cui avere il lusso di pensare solo a sé stessi. Una doccia, una passeggiata, qualsiasi cosa piccola o grande che aiuti a stare bene e a connettersi con la persona che c’era prima di diventare genitore e che c’è ancora, per non dimenticare che anche i suoi bisogni sono importanti.

Ridere
Migliora la vita, sempre. In momenti di particolare stanchezza, per esempio dovuta al cambiamento nel ritmo del sonno che tutti i neo-genitori si trovano ad affrontare, tira su il morale e allenta la tensione. I primi mesi insieme a un bambino sono un momento emotivamente molto intenso, perciò un po’ di leggerezza e ironia sono fondamentali. Leggere un libro divertente, seguire qualche blog che racconti la genitorialità nei suoi risvolti più simpatici e intavolare delle mirabolanti conversazioni con il proprio bebè sono tutte occasioni per fare una risata e ritrovare un po’ di prospettiva anche nelle difficoltà.


Se i primi tempi sembrano insormontabili, non si riesce a trovare la forza di ridere e la sensazione di non farcela ha il sopravvento, si può chiedere aiuto. Diventare genitori non è facile, a volte basta una parola gentile o il supporto di un esperto a migliorare la situazione ma in alcuni casi può non essere sufficiente: la depressione post-partum colpisce circa il 10% delle mamme e nessuna dovrebbe essere lasciata sola. L’obiettivo di ogni genitore è il benessere del proprio bambino. Per raggiungerlo, però, non bisogna dimenticare che sono proprio mamma e papà il punto di riferimento del bebè: se i genitori stanno bene sono in grado di mettere in campo le risorse migliori per far star bene anche il loro bambino, all’interno di un contesto positivo e accogliente per tutti i membri della famiglia.

 

Photo by Dakota Corbin on Unsplash

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